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“La versione di Barney” di Mordecai Richler
di Capsicum
Ci sono ad ora 404 commenti su questo libro in aNobii quindi perché aggiungerne ancora uno? alcuni sono molto completi e interessanti. Solo una cosa da aggiungere: è costruito, questo libro, come se fosse stato scritto di getto e, secondo me, va proprio letto di getto, almeno la prima volta. Si avvolge su molti livelli, uno strato sopra l’altro e dentro l’altro e che si intersecano, con al centro un delitto irrisolto e una soluzione che si scopre solo nell’ultimo finale, ma, alla rilettura, l’indizio c’era, e nelle prime cento pagine, diciamo.
Affascinante.
“Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte” di Mark Haddon
di Capsicum
Il professor Giordani, alcuni decenni fa, ci raccontava che l’esperienza psichica normale e quella patologica sono in continuità, non in semplice contiguità. Pertanto nulla di ciò che un sofferente psichico può provare è basilarmente estranea a ciò che ogni medico psichiatra o psicoterapeuta prova o ha provato o potrebbe provare. Mi sento di integrare le sue affermazioni, innumerevoli volte verificate esatte, con l’affermazione che ognuno di noi diventa medico perché ha bisogno di aiuto, che rappresenta la mia personale convinzione, anno dopo anno condivisa e confermata vera da innumerevoli colleghi. Questo incrementa le possibilità che il paziente e il terapeuta comunichino efficacemente.
La mia copia dello strano caso del cane ucciso a mezzanotte è fitta di sottolineature e di appunti. Se posso fare un appunto a Mark Haddon è questo: solo nell’ultima parte del libro lascia affiorare la sofferenza. E comunque è stato bravissimo. E’ riuscito ad elencare se non tutto quasi tutto quello che c’era da elencare.
Unica noticina che posso fare: nella mia personale esperienza posso dire che ogni singola modalità di azione di un bambino come il protagonista ha una radice almeno duplice, e oltre quella che evidenzia Haddon, c’è sempre, costantemente, una motivazione protettiva, difensiva nei confronti di una specie di rumore di fondo emotivo. Si tratta di una specie di rombo emozionale, che rischia in ogni momento di traboccare ed oscurare ogni altra percezione, nel black out assoluto che viene così bene non descritto dall’autore.
Il contatto fisico scatena un picco emozionale talmente intenso da risultare agonico; la scappatoia, oltre all’evitamento immediato, è quella di sterilizzare l’emozione.
Nel fare questo ci si pone al di fuori della possibilità di interpretare i comportamenti emotivi altrui, pertanto nella quasi impossibilità di interazione sociale.
Ribadisco che si tratta di una osservazione basata sulla mia personalissima esperienza, e niente altro, ma tuttavia…. mi chiedo come ha fatto. Io sono una di quelle persone che non possono scrivere se non le cose che hanno visto e sentito. E Haddon?
“L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello” di Oliver Sacks
di Capsicum
Voglio una TAC col contrasto!!!
Ecco cosa pensa tormentosamente la dottoressa Capsicum mentre legge Sacks. perché mi prende la smaniosa curiosità di una precisa diagnosi per ciascuno di questi casi, insomma un supplizio. La fama di questo libro è ampiamente giustificata, ma l’impressione che farà ad un profano è certamente molto maggiore di quella che ne traggo io, da medico. In ogni caso imperdibile.
“Il vagabondo” di Adriaan Van Dis
di Capsicum
Non eccezionale. Gli africani a Parigi, dolore, diversità, rabbia, senso di colpa, e via discorrendo. Pennac queste cose le dice meglio.
“Il compito di un gatto di strada” di Margherita Oggero
di Capsicum (Proponitrice del blog)
“Non sempre nelle vicende di umani e affini abita la razionalità, e al suo posto si insinua l’attivismo assurdo e imprevedibile, la frenesia del fare, un fanciullesco e rovinoso calpestare, lanciare, sbattere, strappare, spaccare”.
Nella migliore tradizione dei bei libri per bambini e ragazzi, questo è un libro deliziosamente godibile per chiunque, un libro colto, sognante e letterato, un libro sui libri, di creature letterarie, d’amore, d’amicizia e di sogno.