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“Vita e Destino” di Vasilij Grossman
di AngelaC2 (proponitrice del libro)
n libro che oserei definire epico. L’autore si richiama a “Guerra e pace” e del volume tolstoijano ha sicuramente l’impianto. Libro corale, sono tante le storie narrate che si intrecciano tra loro. Diventa lirico quando racconta dei lager nazisti.
La vicenda narrata ripercorre gli anni della seconda guerra mondiale nel racconto straordinario della difesa di San Pietroburgo da parte russa, in cui l’eroismo di un pugno di uomini mise in seria difficoltà e poi impedì l’avanzata nazista in Russia. Questo volume ha talmente tanti piani di lettura che è difficile trovare un nesso che li accomuni tutti. Diciamo che piace per il racconto di guerra, piace per la saga familiare, piace per l’approfondita analisi psicologica dei personaggi, piace per le rocambolesche avventure di uno dei protagonisti, piace per la veridicità di tutta la vicenda, piace perché è un atto d’amore verso la Madre Russia, che ha impedito a Grossmann di continuare a dire bugie propagandistiche. Il libro subì una censura netta e definitiva: il volume riuscì ad uscire dalla Russia a pezzi, come fosse un diamante, e fu pubblicato in francese solo dopo 30 anni.
“Scintille” di Gad Lerner
di AngelaC2 (proponitrice del libro)
Ho letto “Scintille” perché incuriosita dall’intervento che Gad Lerner ha fatto da “Che tempo che fa”: era commosso mentre parlava di questo libro, così intimo ma così necessariamente pubblico. Intimo perché parlare dei propri genitori ancora in vita, delle loro vicende private, non è semplice nè facile: ti trovi posto in piazza a dichiarare che tuo padre ti chiama Dadone, che ti disprezza anche un po’, tu giornalista noto e controverso, ma che ti circondi di un’aurea da grande intellettuale. Necessariamente pubblico proprio per la tua notorietà, che ti permette di entrare in Libano come giornalista e di incontrare ambasciatori, nobili libanesi e porta voci degli Hezbollah.
Il libro scarnifica l’anima del giornalista, alla ricerca delle sue origini, tra Ucraina e Libano. Un’anima inquieta, preda di un vorticare di sensazioni e di voci che dall’aldilà lo invocano e lo trascinano.
Attratto dal lusso artefatto dei nobili libanesi, che volutamente ignorano lo scempio della recente guerra civile e delle disastrose guerre contro Israele, se ne allontana però quando incontra persone più autentiche e più vere, come l’autista Atef, capace di una intima e partecipata comprensione umana.
In Ucraina si sente meno coinvolto: rivive la tragedia della Shoà con la dovuta partecipazione che ci si aspetterebbe da un ebreo, ma la voluta negazione che c’è stata in famiglia della drammatica vicenda e la chiusura totale nei confronti del resto della famiglia Lerner e Borgman uccisa dai nazisti (per non soffrire? Per pudore? Per vergogna di essere rimasti vivi?) rimane come un muro, che è difficile travalicare, anche con la comprensione e la vicinanza della famiglia, della moglie e dei figli.
E’, questo, un bellissimo libro, che ci fa conoscere la persona Gad Lerner senza falsi pudori, che vive un disagio profondo e reale con il padre da cui vorrebbe verità e amore senza condizioni.
“Le braci” di Sándor Márai
di .mauro. (Proponitore del libro)
Un dramma umano raccontato in maniera perfetta… di chi perde un’amicizia profonda e l’amore, il crollo delle illusioni si accompagna a quello di un epoca e procedono di pari passo.
Una tensione narrativa sublime.. se fossi un regista ne farei una riduzione teatrale o un film.
“Bologna permettendo” di Mattia B. Bagnoli
di Titti (Proponitrice del libro)
Questo che segue non è un giudizio imparziale, ma come potrebbe esserlo? La protagonista principale è Bologna con i suoi antichi misteri. Mentre leggevo camminavo lungo le via del centro, ripercorrevo ogni singolo metro del
Quadrilatero e ho persino cercato di capire quale delle pizzerie di Via Marsala fosse quella della margherita che per il commissario Aiello, napoletano, è una poesia.
Opera prima ben scritta, scorrevole,appassionante.
Nulla toglie il fatto che a metà del libro è chiaro chi è l’assassino: la psicologia dei personaggi continua ad intrigarci e a tener viva l’attenzione.
“Il quaderno azzurro” di James A. Levine
Narrato in prima persona dalla protagonista, lo stile poetico, delicato, da favola, contrasta con il contenuto crudo, violento, inimmaginabile.
Batuk lavora sodo, nel nido fa le torte, una metafora gentile per dire che nel bordello dove vive è a disposizione dei clienti che la infornano.
A nove anni Batuk per la prima volta va in città, accompagnata dal padre per essere venduta come schiava da sesso. E’ una ragazzina forte in grado di sopportare le peggiori avversità ed è una ragazzina dotata: è bellissima e sa scrivere.
Il suo quaderno azzurro è il rifugio, la sua voce interiore, la sua vita parallela, la sua salvezza mentale.
Scopriamo un mondo lontano, non solo geograficamente, un mondo dove la vita non ha valore, si è schiavi senza futuro.
…l’inchiostro nero comincia a dissolversi e sento che cola via da me…
Batuk, la ragazza di Mumbai in sari rosa con il bordo color arcobaleno ha incontrato il dottor Levine che ha istituito e sovvenzionato con i proventi del libro una fondazione a favore dei bambini sfruttati.
Da leggere in un momento della vita in cui si è forti e in grado di sostenere il peso di un mondo di cui sentiamo parlare ma che non dovrebbe esistere.
“Pastorale americana” di Philip Roth
di Nuggets Naga
La storia definitiva sulla solitudine di un uomo perfetto, sul suo amore incondizionato per una figlia assolutamente imperfetta e sul loro rapporto.
Su tre generazioni di immigrati americani che hanno fatto il continente.
E su come può essere ingiusta la vita.
“Trilogia della città di K.” di Agota Kristof
Di Nuggets Naga (proponitrice del libro)
Una narrazione serrata per una storia straziante che non lascia il tempo di sottrarsi alla pagina una volta iniziata la sua lettura. Che non dà modo di accorgersi del tormento fino a che non si arriva alla fine.
Manca un barlume di speranza, ma che importa.
“Il sistema periodico” di Primo Levi
di Nuggets Naga
L’enigma della chimica
La scrittura lineare e asciutta, ma non per questo poco coinvolgente, di Primo Levi ci trasporta nel lavoro del chimico e nella misteriosa materia che ne è l’oggetto, attraverso piccoli racconti autobiografici e non.
Qui è, quindi, il Levi alchimista che parla e che, prendendo a pretesto alcuni elementi del sistema periodico, ci racconta i suoi studi e l’esercizio del suo mestiere a partire dagli anni difficili delle leggi razziali, passando per Auschwitz, per finire in una fabbrica di vernici.
Nella struttura narrativa non manca l’elemento fantastico che si dipana in un paio di racconti brevi ma assolutamente geniali.
A chiudere questa edizione, poi, una bella intervista realizzata da Philip Roth a Levi e comparsa su La Stampa nel 1986.
“Una cosa divertente che non farò mai più” di David Foster Wallace
Innanzitutto è un saggio. Quindi all’inizio bisogna leggermente abituarsi allo stile.
Il libro verte sull’esperienza dello scrittore su una crociera extra-lusso che gli è stata offerta proprio per scrivere l’articolo.
Non mi è piaciuto particolarmente.
Principalmente per due motivi:
1) è evidente che quello che sta facendo lo affascina ma vuole scrivere a tutti i costi una recensione negativa
2) la narrazione a mio parere, tranne l’ultimo capitolo, non è organizzata. Sono quasi appunti a casaccio il cui filo logico è spesso interrotto dalle note che sono lunghe quanto i capitoli.
La descrizione dell’americano in vacanza, così come altri personaggi, poteva venir approfondita di più.
Non mi è sembrato esilarante come lo descrivono. Per il resto, è una lettura poco impegnativa.
“La versione di Barney” di Mordecai Richler
di Capsicum
Ci sono ad ora 404 commenti su questo libro in aNobii quindi perché aggiungerne ancora uno? alcuni sono molto completi e interessanti. Solo una cosa da aggiungere: è costruito, questo libro, come se fosse stato scritto di getto e, secondo me, va proprio letto di getto, almeno la prima volta. Si avvolge su molti livelli, uno strato sopra l’altro e dentro l’altro e che si intersecano, con al centro un delitto irrisolto e una soluzione che si scopre solo nell’ultimo finale, ma, alla rilettura, l’indizio c’era, e nelle prime cento pagine, diciamo.
Affascinante.